Valtellina Wine Trail… vero spirito trail: cronaca semiseria della nostra 2-giorni Valtellinese

vwt2016

Quando abbiamo partecipato alla sua seconda edizione tre anni fa, Valtellina Wine Trail era ancora una gara poco conosciuta alla quale siamo approdati insieme quasi per caso… ma il percorso è talmente bello, l’organizzazione davvero impeccabile e, soprattutto, i pizzoccheri offerti all’arrivo così gustosi che abbiamo deciso di tornarci ancora e ancora e per noi, “Quartetto Cetra” Carlo-Laura-Otto-Pier, è diventato un momento irrinunciabile di divertimento e allegria della nostra stagione sportiva.

Abbiamo evidentemente contagiato più di un compagno perché quest’anno ci siamo ritrovati a partecipare in una decina… e siamo sicuri che alla prossima edizione saremo anche più numerosi perché VWT è molto più di una gara di trailrunning. Perché? Per spiegarlo forse è meglio fare una cronaca semiseria della 2-giorni che ci ha portati a correre tra le vigne di Sondrio e dintorni.

Partiti in gruppo da Barzanò, onorando così la sede della nostra società, a Oggiono già facevamo “tappa-caffè” con parcheggio selvaggio e sguaiato chiacchiericcio all’interno di un rispettabile bar del centro (abbiamo ragione di pensare che Otto andrà a bere il caffè altrove in futuro).

In meno di un paio d’ore eravamo a Sondrio davanti al nostro comodissimo hotel, scelto per l’invidiabile posizione accanto all’arrivo e per la ricca colazione pre-gara. Nel giro di 5 minuti di orologio, ci siamo ritrovati senza una delle camere (proprio la nostra quadrupla!) e una multa di oltre 80 Euro per aver lasciato l’auto (di Giorgio) fuori dall’albergo con le 4 frecce mentre scaricavamo le borse. Bene, come inizio non c’è male. Al ritiro pettorali poco più tardi, iniziava a salire… l’ansia???!!! Ma no… la fame!!! Si era fatta ora di cena e ci siamo spostati al panoramico ristorante Masegra per un equilibrato pasto… infatti sulla tavola sono comparsi piatti colmi di pizze, pasta speck e funghi, ravioli allo zola, taglieri di formaggi e salumi e, naturalmente, torta saracena e tiramisù, il tutto annaffiato da abbondante birra che – si sa – è un’importante fonte di sali minerali, indispensabili per un runner. Nel frattempo, ci avevano raggiunti anche Patty e Beppe: all’appello mancavano solo loro… finalmente la brigata era al completo!

Ci siamo salutati non molto prima di mezzanotte e solo perché “ragazzi, dai che domani abbiamo 21 km da correre!” con l’accordo di trovarci davanti all’hotel il mattino seguente alle 07.45, destinazione stazione di Sondrio.

Le previsioni meteo avevano (purtroppo) azzeccato: pioggia battente, nuvole basse, umidità, temperature in picchiata. Devo dire che a questo punto, almeno per quanto mi riguarda, un po’ di agitazione iniziava a salire. Non avevo la più pallida idea di come vestirmi, dove mettere l’obbligatorio bicchiere pieghevole per bere ai ristori e, soprattutto… erano già le 8 passate e Nik non si decideva a scendere! Nik, cosa ci fai ancora in camera?! Abbiamo un treno da prendere!!!

Al centro sportivo di Chiuro, come se non fosse già sufficientemente chiaro, lo speaker ha ripetutamente fatto riferimento alle proibitive condizioni meteo, dicendo che avremmo dovuto prestare attenzione in particolare nelle cantine e percorrendo le discese e che la pioggia non sarebbe cessata, anzi. Grazie, un’iniezione di fiducia prima della partenza era proprio quello che ci voleva! E’ stato quello il momento in cui Beppe e Thomas, iscritti rispettivamente dalla dolce metà Patty e da papà Giorgio, hanno dichiarato il fatidico: “ma chi ce l’ha fatto fare, mannaggia!” (la versione originale dell’esclamazione era decisamente più scurrile).

Dopo un “TANTI AUGURI A TE” in coro dedicato proprio a Thomas (sì, perché l’iscrizione alla VWT era il regalo – ovviamente non richiesto – per il il suo 24mo compleanno) è stato il momento di partire… 3-2-1… via!

Per quanto mi riguarda, questa gara ha un significato molto particolare che poco ha a che vedere con tempi e prestazioni. Dalla nostra prima partecipazione, si è infatti rivelato come uno splendido trail che racchiude tutto quello che per me vuol dire correre: libertà, gioia, fatica, condivisione. Potrei raccontare di come siano dure le salite e di quanto siano ripide le discese, di come sia pungente l’odore del vino all’interno delle cantine e di quanto caloroso sia il tifo lungo il percorso… ma per raccontare davvero la mia gara di Sabato scorso, in realtà basta un GRAZIE. Grazie Otto, perché nonostante la maratona alle porte non hai voluto rinunciare alla nostra VWT: mi sei mancato un sacco sul percorso ma trovarti ad aspettarci all’arrivo è stato bellissimo! Grazie Carlo, perché per recuperare il mio pettorale smarrito-non-smarrito sei tornato indietro senza alcuna esitazione: ci trovavamo lungo uno dei tratti più duri e tu l’hai percorso due volte per aiutare me! Grazie Pier, avresti potuto mollarmi e andare, tenuto conto che non avevo voluto ascoltarti e sistemare il pettorale: non l’hai fatto e siamo rimasti insieme (più o meno… in salita avanti tu, in discesa io!). Grazie Tata, sorridente al traguardo nonostante l’attesa sotto la pioggia… grazie Mao, Giorgio/Thomas, Nik, Patty/Beppe per aver raccolto l’invito e aver gioiosamente condiviso questa esperienza: più siamo, più ci divertiamo. Chiamalo spirito trail!

Tornando alla cronaca spiccia, da registrare abbiamo altri guai… nell’ordine: Otto che involontariamente passa con la busta contenente il pettorale del nostro compagno Lissoni (che purtroppo ha dovuto rinunciare alla gara) nei pressi nel tappeto di partenza, attivandolo… Patty e Nik che si fermano tra i vigneti raccogliendo uva in teoria destinata a pregiati vini Valtellinesi… io che, dopo aver pensato di aver smarrito il pettorale, devo averlo in qualche modo piegato ostacolando la corretta rilevazione del chip all’arrivo… ma nessun inconveniente ha impedito all’intera brigata di raggiungere Sondrio, chi a passo più svelto, chi con andatura più tranquilla e godersi la doccia calda in albergo. A proposito! L’anno prossimo prenotiamo tutto il primo piano dell’hotel e l’effetto scolaresca è garantito: un tale disordine e caciara si vedono solo nelle stanze degli adolescenti in gita di istruzione! Noi, che di anni ne abbiamo qualcuno in più degli studenti, non siamo stati da meno, anzi… e qualche foto social lo testimonia allegramente.

La coda per gli ambiti pizzocheri ci sembrava troppo lunga così abbiamo ripiegato su un bar, dove ci siamo rifocillati e abbiamo brindato a Thomas e alla nostra bella gara. In realtà, dopo la piadina e con la speranza che la coda si fosse nel frattempo accorciata, siamo ripassati in zona traguardo dove finalmente, sotto al tendone, abbiamo gustato pizzoccheri freschi e bresaola… e tutto questo ormai a pomeriggio inoltrato, poco prima di rientrare verso casa.

Cosa ci rimane di queste 24 ore Valtellinesi? Una multa da pagare (!), gambe solo un po’ indolenzite (pensavamo peggio!), tanta allegria e una grandissima voglia di ripetere l’esperienza il prossimo anno, ancora più numerosi. A proposito! Thomas e Beppe si sono divertiti moltissimo… e scommetto saranno i primi a iscriversi all’edizione 2017!

… dimenticavo!!! Rimangono anche i documenti della camera 109 da recuperare presso la reception dell’hotel Europa… eh, sì! I runners in gita sanno essere dei veri combinaguai!

Alla prossima!

Laura