“Scelta miglior non fu mai fatta!”

Questo in sintesi il resoconto della nostra partecipazione alla 9^ edizione Royal Parks Half Marathon, la mezza maratona che ogni anno ad inizio ottobre invade la città di Londra coinvolgendo migliaia di runners da tutto il mondo e migliaia di persone festose e rumorose lungo il percorso di gara.

Molti amici mi avevano parlato di questa gara con grande entusiasmo. Certo, Londra è sempre Londra, il tracciato di gara è letteralmente “reale” e l’organizzazione quasi perfetta; ma ciò che rende particolare questa manifestazione è il fine benefico che si propone. Ogni partecipante deve infatti dichiarare per quale associazione decide di correre tra le numerose che aderiscono all’iniziativa, devolvendo gran parte della propria iscrizione alla causa, oltre che alla Fondazione per la tutela dei Parchi (ad oggi la manifestazione ha raccolto oltre 25 milioni di sterline a sostegno delle attività di circa 400 associazioni benefiche).

Non solo, la gara è al 100% ecosostenibile: dagli allestimenti, ai ristori, alla maglia tecnica, alla medaglia ritagliata nel legno.

“Una gara da fare”, a detta di molti veterani del running. E allora dai Beppe, iscriviamoci!

Arrivati a Londra il sabato mattina, Beppe (mio compagno di vita e di viaggio, ma non di corsa …) sembra già terrorizzato dal piano di battaglia che gli presento appena atterrati. I 21 km di gara? Nulla in confronto al tour de force che lo aspettava! Dallo zaino escono mappe, cartine, guide, recensioni, itinerari,… E io parlo, parlo e parlo ancora… Londra la conosco già abbastanza bene, ci ho passato parecchie estati per studio e anche per lavoro, ma volevo che anche lui potesse tornare a casa con qualcosa di nuovo negli occhi e nel cuore.

Il sabato vola. Tra una veloce corsetta con gli scoiattoli di Hyde Park, l’ispezione al villaggio gara, un primo giro di shopping da Harrod’s e un primo tour per la città, ecco che il momento della cena arriva in fretta. E poi crolliamo letteralmente tra i cuscini, pagando anche la levataccia alle 4 del mattino per prendere il primo volo (e mica potevamo perdere tempo no?!?)

Ci risvegliamo la domenica mattina. Aiuto! Racconto a Beppe il mio sogno: avevo sognato di essere in gara e di aver corso 15 km in circa 4 ore dormendo e russando profondamente! Me ne mancavano ancora 6, e dovevo farli da sveglia! Bel sogno… premonitore di qualcosa? Che fifa! Ma dai, piantala, alziamoci che si va! E c’è pure il sole!

Arriviamo al villaggio gara in Hyde Park Corner alle 8 e ciò che mi avevano descritto prende corpo. L’approccio alla gara è particolare, si sorride tanto, ci si abbraccia ancora di più! Si vedono soprattutto magliette supercolorate di runners che dichiarano per quale associazione stanno correndo.. Poi io e Beppe ci guardiamo intorno e scoppiamo a ridere: ma che riscaldamento fanno questi inglesi? ballano, si contorcono a terra, si appendono… boh!  Ma non c’è tempo da perdere, i minuti sono contati, depositiamo la sacca e via verso le nostre griglie.

Beppe nella prima… io un po’ più indietro. Parecchio più indietro.

Ore 9.00. Ecco lo sparo. C’è talmente tanta gente (circa 16.000 runners) che quando passo sotto l’arco di partenza con la rilevazione chip sono già passati quasi 7 minuti. Ma poi schiaccio il Garmin e si va!  Ullalah, come si va! Segue un percorso stupendo che toccherà, oltre ad Hyde Park,anche St. James’s Park, Green Park e Kensington Gardens, offrendo poi una vista magnifica di alcune attrazioni di Londra come Buckingham Palace (con tanto di parata delle Guardie della Regina), The Houses of Parliament, London Eye, Marble Arch e The Royal Albert Hall.

Il fiato c’è, le gambe girano bene! Forse potrei andare anche un po’ di più, ma decido di tenermi. Non voglio arrivare come al solito troppo stanca nella seconda parte di gara, e magari camminare. No, tengo questo ritmo e se davvero è giornata faccio la seconda parte meglio della prima. E cosi è andata!

Il tracciato di gara viene descritto nella locandina ufficiale come “ondulato”… oddio certo collinare non lo è, ma nemmeno piattissimo come mi ero illusa: ci sono lunghi falsipiani in città e nei parchi, curve a U, alcune leggere salite. Qualcuno in modo un po’ più tecnico della sottoscritta lo avrebbe poi definito “muscolare”… nei blog si vocifera che sia stata anche un po’ più lunga dei canonici 13,1 miles….  E poi, c’è davvero tantissima gente e questo obbliga spesso a fare zig zag per tenere il ritmo.

Vero, ma questo è anche il bello della gara! Non si correi mai da soli, anzi! E poi, se la giornata è quella giusta, capisci che tutto questo conta poco e che il traguardo lo puoi raggiungere e attraversare senza stramazzare, ma con un bel sorriso (che per la sottoscritta rimane sempre la cosa più importante)!

Il tifo accompagna i partecipanti per ogni singolo km con famiglie riunite e festose, bambini che tendono le mani per un cinque, gruppi organizzati, musica dal vivo, altoparlanti che recitano il mantra “well done runners! keep going!” …una città intera a supporto dei corridori e, naturalmente, delle fondazioni benefiche. In alcuni momenti mi viene la pelle d’oca e, lo ammetto, gli occhi lucidi dalla felicità di essere lì in quel momento.

Il rientro in Hyde Park per le ultima miglia è quasi da brivido: un casino indescrivibile accompagna il nostro ingresso! E chi osa fermarsi a camminare con tutti questi che ti guardano?????

Le miglia passano, fino a quando vedo il cartello “Ultimo miglio” e poi “-800”, “-500” … dagli altoparlanti risuona a volume altissimo il solito “keep going, keep running” (in poche parole NON MOLLATE) e da li parte la volata, con Beppe che già si era posizionato in attesa negli ultimi metri….eccolo lì il traguardo! Spingo fin dove posso e supero la Finish Line, situata, nello stesso punto della partenza! Guardo il timer ufficiale: 1h 58′ abbondanti (start time). Guardo il Garmin: dice un’altra cosa! E anche la distanza è più lunga! Ma non mi voglio illudere, che ne sai che è sballato! Aspetto le classifiche ufficiali la sera.

Siamo comunque felicissimi e “pieni” di emozioni! Andiamo al ristoro, ci facciamo un bel giro tra i gazebo del Food Fitness Festival, ritiriamo il pacco gara (ricco di tipiche “prelibatezze” inglesi) e torniamo in hotel, pronti a continuare la visita della città nel pomeriggio. La sera, le classifiche confermano ciò che avevo sperato! Un bel 1.51.56! Personal Best!

Ora, mentirei se dicessi che non mi ero allenata. Anzi, ormai i miei allenamenti settimanali prevedono sveglia alle 5, trasferta a Milano, caffettino e allenamento all’alba in Parco Sempione. Per essere poi in ufficio alle 8.30 già bella sconvolta da ripetute, fartlek e compagnia bella.Ma i risultati sono arrivati, prima con la EkiRun la domenica prima (anche qui, corsa per ca. 10km ad un ritmo mai visto prima per me) e poi con la mezza di Londra. Mentirei anche se dicessi che non avevo un tempo ideale in testa. Il mio personale sulla mezza era 1h55’23” (Parma, 2015)….dagli allenamenti che stavo facendo avrei sperato in un bel 1.52! Ma ero anche consapevole che erano oltre 3 minuti in meno. Invece eccolo lì… 1h51’56”!!!

La gara è fatta, ora, caro Beppe, possiamo continuare con il nostro tour. Andiamo! Cartine alla mano e via, metro, scarpinate, scale, biglietterie, code, pub….E io che parlo, parlo, e parlo… rientriamo a casa il lunedì sera, felicissimi della nostra gara e del nostro weekend. Entrambi assolutamente convinti di volerla rifare! Una sola cosa non capisco: perché Beppe mi guarda stravolto e mi dice “credo di non avere più il fisico…”? Non sa che nella mia mente già frulla l’idea della prossima spedizione!

La gara in qualche numero

  • 9 ottobre 2016
  • 13,1 miglia
  • Oltre 25 milioni di sterline a sostegno di associazioni benefiche
  • 16,000 runners
  • 4 Parchi Reali attraversati
  • 377 fondazioni
  • 1 esperienza bellissima
  • 1h51’56”… il mio nuovo PB!

Patty (e Beppe)

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