“SAREBBE MEGLIO CHE” – Questione di Burocrazia

“SAREBBE MEGLIO CHE” – Questione di Burocrazia

Da piccolo e in adolescenza solo sport di squadra e corsi di nuoto senza fine. Da adulto – iscrizione in palestra: conosci gente, te la chiacchieri e trascorri così il tempo extra-ufficio. Sul tapis roulant al massimo qualche minuto, ma di “correre” intenzione zero 0.

Finché arriva il giorno che – per motivi di lavoro (!?!) – sei praticamente obbligato a partecipare ad una mezza maratona (21 km!! … e tutti di fila !!). E va bene, ma comunque non esiste che faccia brutta figura… e così cominci ad allenarti, a correre all’aria aperta, a respirare… e a portare a termine la mezza maratona in modo più che dignitoso.

E allora non puoi mica smettere adesso; visto che – tra l’altro – ha cominciato pure a piacerti,  si va avanti a correre… e – tra capo e collo – ti viene fatta una proposta “folle”: la MONZA RESEGONE !

“Dovresti però magari iscriverti ad un gruppo sportivo. Noi siamo iscritti a Barzanò. Per motivi burocratici sarebbe meglio che ti iscrivessi anche tu lì”.

Ecco come si sono incrociate le strade mia e dell’ATL 42195, per motivi burocratici.

“Eh già, figurati, tanto si corre da soli. Chi li vedrà mai questi ?”. Ed Invece? Invece cominci a vederti un Mercoledì dopo l’altro in palestra – sì, ma per fare esercizi incomprensibili, manco fossi un contorsionista ! (anche se, mannaggia, quel signore a fianco a te – che ha minimo 20 anni più di te – si piega stile bustina del the); cominci a puntare la sveglia ad orari infami anche la domenica mattina per andare a “tapasciare” (ma che verbo è ???) in posti fino ad allora sconosciuti (Veduggio con Colzano, ad esempio) e, una volta lì, a correre in apnea per cercare di continuare almeno di scorgere gli altri in lontananza, per poi vederli ripartire proprio nell’attimo in cui tu arrivi a quel ristoro dove invece vorresti rimanere in villeggiatura.

Ma non basta: siccome sei masochista, ti fai convincere a provare a fare qualche campestre “Così porti punti alla squadra”. E così anche il sabato pomeriggio è andato. Metti a rischio polmoni e caviglie, perdi le scarpe nel fango, guadi pozzanghere, frani rovinosamente in curva, ti manca talmente tanto il fiato da non sentire niente, solo il tuo affanno. E per cosa? Ma, ovviamente, per vederti smantellare davanti il percorso prima di essere arrivato al traguardo, a premiazioni già avvenute e mentre tu sei ancora in lotta per il terzultimo posto.

E poi? Poi inizi a ricevere consigli e suggerimenti, comici a seguirli, inizi a ricevere proposte per gare – da andare a fare insieme, e anche da correre insieme; i palmi delle tue mani cominciano a battere con quelli di altri alla conclusione della corsa della domenica, alla fine di una ripetuta, in cima ad una rampa di scale; gli incoraggiamenti adesso li senti anche tu mentre corri e, anzi, anche tu gridi i tuoi “Ale’ ! Ale’!”… e i km percorsi fianco a fianco sono sempre di più; i “Piccardini” corsi insieme ormai sono una tradizione; abbracci chi ti ha accompagnato in fondo ad una mezza, in fondo alla tua prima maratona; esulti e gridi di gioia con chi ha fatto coppia con te in quella gara; soffri e piangi per l’emozione – e anche per la rabbia – per chi ha portato a termine la sua “impresa” e per chi ci è andato davvero vicino.

Queste persone sono quelle con cui ti ritrovi sempre più spesso seduto intorno ad un tavolo a ridere, parlare, scherzare, discutere, organizzare iniziative e manifestazioni; le persone che ormai sono parte della tua quotidianità anche se non siete proprio vicini di casa. E’ pensando a tutto questo che ti rendi conto di quanto sia bello essere parte di un gruppo, di questo gruppo in cui sono entrato “per motivi burocratici”.

A. C.

Sirtori, 9 Febbraio 2020 – 42° Trofeo Ambrogio Longoni